Il bambino col pallone

di marcogenga

Mica gioca perché è bravo – gioca solo perché il pallone è il suo.
Se butta la palla fuori fa spostare la riga.
I rigori li vuole battere tutti lui.
Se un rigore lo sbaglia lo vuole ribattere.
Se ti chiede di giocare e tu una volta dici che non vuoi giocare non ti fa giocare più.
A volte si crede anche bravo e allora diventa davvero antipatico.
Dice che arriverà a una certa ora per giocare e non si fa vedere.
Quando gioca con altri bambini non ti saluta nemmeno e ti chiama solo quando non trova nessuno.
Se ti dà una spinta, dice che sei te che ti sei buttato, e gli altri stanno zitti.

Abbiamo tutti una gran voglia di bucarglielo il pallone! Però giocare al pallone ci piace, come facciamo se glielo buchiamo? Allora stiamo alle regole che decide lui.
Potremmo rifiutarci di giocare quando lui ci chiama, così resterebbe solo col suo pallone! Ma quanto ci metterebbe a trovare altri bambini che giocano al posto nostro? Allora ci conviene giocare a noi.

Una cosa la possiamo fare invece, glielo possiamo prendere il pallone!
Gli prendiamo il pallone, poi uno lo tiene fermo e a turno gli diamo le ginocchiate nella pancia e i cazzotti nella faccia e i calci nelle palle, perché è stato uno stronzo per un sacco di tempo e se li merita tutti.
Poi se vuole giocare può giocare, ci mancherebbe, però deve far vedere che è bravo. Chi gioca deve giocare perché è bravo, non perché il pallone è il suo. Adesso il pallone è di tutti.

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